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Problemi, spostamenti ed interruzioni forzate hanno sempre un pò frenato l'attività discografica degli Scutternash, in vita dal lontano 1996 ma con in bacheca solo un demo e un album autoprodotti, quest'ultimo per altro pubblicato ormai ben sette anni fa. "Resurrection Fever" segna quindi il ritorno di questa band votata all'hard rock melodico targato anni ottanta, anche se alcune tracce come ad esempio "Sons of the City", "Eyes of the Storm" e "Reptile Love" mostrano senza imbarazzo una certa attrazione verso i seminali Kiss di Mr. Simmons. L'approccio è sanguigno e i refrains creati ad arte di "Trident", "Out of Control" e "After the End" risultano gradevoli seppur anacronistici in tutto e per tutto. Le chitarre graffiano come si conviene anche in sede di assoli mentre la voce di Raff (non sempre impeccabile, questo va detto) dona calore ed esperienza ad un songwriting tutto sommato essenziale ma contraddistinto da una marcata vena melodica e da una forte carica di energia. L'argilla e la passione non mancano di certo agli Scutternash ed è questa consapevolezza che deve spingere i ragazzi a realizzare qualcosa che possa davvero essere ricordato. Hard Rock cromato per tutte le età.
Top Song: "Living In The Darkside"
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